Aperitivo del giovedì Milano

Apéro specialissimo con l’artista Giuseppe Braga!

Ecco finalmente la recensione della nostra serata al Twelve!

Serata tutta in tema artistico, con la presenza di diversi artisti che esponevano le proprie opere fotografiche e, naturalmente, il nostro ospite d’onore: Giuseppe Braga, che ha esposto le Cinelattine ed altre realizzazioni su un tavolinetto in bella vista all’ingresso del locale, che ha suscitato la curiosità di parecchi frequentatori del locale e del nostro gruppetto!

Ringrazio Francesca Lobianco per averci reso partecipi di questa serata speciale con gli altri artisti…

Partenza un po’ timida, ma poi il clou della serata è stato raggiunto al momento dell’intervista esclusiva! Eccola qua:

Intervista a Giuseppe Braga

Daniela Salutiamo il nostro artista: allora..come ti chiami?

Giuseppe – Ciao a tutti, mi chiamo Giuseppe Braga detto Bracia… “Er Bracia”…

D – Er Bracia..non male, potrebbe essere il tuo nome d’arte…

G – Sì…Braga ti fa venire in mente il bagno, Bracia invece ricorda “braccia”…quindi qualcosa di più umano….non male come nome d’arte in effetti…..”Er Bracia de noartri”! Io e lui ci capiamo (ammiccando a Federico)

DAllora, innanzitutto benvenuto Giuseppe e grazie per essere venuto come ospite all’Apéro del giovedì e a questa serata…

G – Eh sai, sono molto impegnato…

D Infatti, so che sei molto impegnato e quindi ci onori con la tua presenza! Allora, le tue opere sono molto particolari …

– Ma vediamole queste opere, potete toccarle e vederle da vicino!

Sì, esatto! Vediamole da vicino e tocchiamole dal vivo!

Passaggio delle Cinelattine sul tavolo, volti stupiti, commenti, sorrisi, curiosità degli astanti che hanno vinto la timidezza e hanno inondato il nostro artista di domande a cui non si è sottratto, ma che hanno anzi contribuito ad animare la conversazione!

    

G – Ci sono lattine grandi e piccole, c’è anche una lampada…

Alessandra – Bella la lampada! C’è anche una scarpa…!

D – La scarpa incuriosisce molto….

G – Sì è una scarpa di mia zia…

A – Con una scarpa così ci uscirei volentieri!

D – Ma veniamo a noi: come nascono le lattine?

G – Le lattine nascono perché…beh, l’idea è nata dal fatto che volevo riconquistare una ragazza…

A – Sei diventato rosso!

G – Eh…quindi iniziai a cercare oggetti e a rivestirli, riempirli di significati… all’inizio erano più elaborati: caffettiere, annaffiatoi, scopini del water, rotoli di carta igienica …però erano troppo dispendiosi, inoltre cercavo qualcosa di più immediato, più semplice…E’ stato mio fratello a lanciarmi l’idea: perché non fai le lattine? Da qui mi sono venuti in mente i film. Perché il cinema è qualcosa che accomuna tutti, è un linguaggio universale… così avevo una doppia soddisfazione: svuotavo le lattine di birra, le bevevo e poi facevo l’opera. Tutte queste lattine che vedete qui…sono tutte birre che mi sono bevuto! Ne ho ancora un sacco a casa…

D – So che però hai iniziato la tua carriera di artista come scrittore…allora Giuseppe Braga è un artista nato o diventato?

G – Mio nonno, si chiamava come me, era artista perché era un fabbro, faceva delle cose particolari con il ferro. Mio padre non lo era. Quindi penso di aver saltato una generazione e di avere preso un po’ da mio nonno. Poi ho fatto il liceo artistico, poi Architettura…ero partito con la pittura, poi sono passato alla scrittura…

DSo che hai pubblicato un libro, quindi sei un vero e proprio scrittore!

G – Beh, sì, lo sarei ancora tra virgolette, però…diciamo che ho cercato di fondere le mie passioni (scrittura e pittura). Anche se il risultato può essere relativo, l’importante è il risultato perchè alla fine si creano delle narrazioni, a loro modo, fatte di immagini e di parole…

DIl tema predominante, infatti, è quello dei film…e da qui nascono le Cinelattine. Idea azzeccata che permette di esprimere diversi concetti in maniera originale…hai in mente altri temi?

G – Per ora penso solo ai film. Il film è una narrazione, un modo di esprimere un concetto. Poi io stesso guardo un sacco di film, e quello che mi colpisce di un film cerco di trasmetterlo nelle lattine, cerco frasi ed immagini della pellicola che mi ispirino per creare il concetto che voglio esprimere…

Daniele – Quindi i film rappresentati nelle lattine sono tutti film che hai visto? Sono tantissimi!

G – Beh, sì, la maggior parte…

DOltre alle cinelattine, altri oggetti sono divenuti protagonisti delle tue opere. Come ti è venuta l’idea?

G – Sì, poi ho ripreso altri oggetti come le scarpe, la lampada…Ora sto cercando scatole di pelati che potrebbero essere utilizzate per esempio come portamatite, se vogliamo trovare una funzione… Anche se in realtà l’idea è quella di utilizzare oggetti senza una funzione particolare. Quindi mi raccomando: se avete scatole di pelati in casa…non buttatele via, portatele a me!!!

DEh sì, d’ora in poi mangeremo tutti un sacco di pelati! Come si svolge una giornata tipo di Giuseppe Braga?

G – Dipende. Io lavoro 3 giorni a settimana e quando non lavoro faccio ‘ste cose, perché ho voluto tenermi uno spazio per le creazioni artistiche. Se dedichi tempo al lavoro non riesci…

DBene, così sono nate le tue opere! Giuseppe, hai altre idee in cantiere? Ci dai un piccolo anticipo?

G –Vado avanti con le lattine, ma ora le “Barattole” mi stanno dando soddisfazione…

DAh, ecco, si chiamano “Barattole” le nuove creazioni!

G – Sì, e oltre ai film ora sto utilizzando anche fumetti, cartoni animati, ecc , perchè un’amica che ha una libreria per ragazzi mi ha chiesto di esporre le Barattole con temi adatti ai ragazzi. Poi ci sarà una mostra sul Giappone, perciò farò cose a tema, non solo lattine ma anche bottiglie, borse, ecc.

DMa…quindi fai opere anche su commissione?

G – Certo! Anzi, se volete, stasera serata speciale…faccio anche uno sconto sulle vendite!

DRicordo che le opere di Giuseppe sono in vendita! Quanto fai stasera?

G – Solo per stasera 15 euro, offertona! Di solito sono sulle 20 euro…

A questo punto la curiosità ha vinto i partecipanti dell’Apéro e l’intervista si è aperta alle domande del pubblico!

Giorgia –Io sono curiosa sulla tecnica…cioè, come fai a realizzare le lattine?

– La tecnica è questa: passo sopra la lattina la cementite (vernice aggrappante), che fa da fondo, poi attacco dei ritagli di immagini prese da Internet, oppure da ritagli di giornali e da riviste. Faccio la composizione, poi dipingo con acrilici col pennello tenuto di punta, che dà l’effetto in rilievo…. Alla fine viene fuori un po’ come un tutt’uno. Ecco, sì, potremmo chiamarla tecnica “un po’ un tutt’uno”!

Daniele – Quando hai iniziato?

G – A gennaio 2012 più o meno…

Daniele – E quante ne hai fatte finora?

G – Circa 100, 150…

Caspita! Non poche…

Federico – Quanto impieghi a fare una lattina?

G – Allora, si tratta di trovare l’idea, bere la lattina, stampare, creare…. ci vuole circa mezza giornata. Ciò che conta è la manualità, all’inizio ci mettevo di più per trovare la tecnica giusta…

F – Ma le lattine le svuoti sempre? Cioè, sono tutte vuote?

G – Sì, però ne ho fatte alcune anche piene che mi hanno chiesto…potrebbe essere una buona idea regalo!

DSì, magari con un tema ad hoc per quella persona…

Alessandra – Le scarpe possono andare bene per Carnevale per esempio…?

G – Beh, volendo sì…l’altra volta ho fatto la scena di Cenerentola con una ragazza… l’ho fatta emozionare… 🙂

DBene, e con questa chicca ringraziamo Giuseppe per la sua simpatia e disponibilità per questa intervista esclusiva!

Ricordo che le opere di Giuseppe sono in vendita e potete trovarle in altri locali a Milano: al Santa Tecla e allo Square Bar.

 Foto di Michele Visani. Per gentile concessione di Giuseppe Braga. 

Giuseppe si è intrattenuto ancora con noi ridendo e scherzando, e naturalmente le Cinelattine e le altre opere esposte non sono passate inosservate!

Il Twelve, del resto, è un locale carino per una serata con aperitivo tra amici: happy hour non male, con piatti caldi ed alcuni esotici (originali rispetto ad altri locali), luci soffuse, in serate non organizzate con eventi è possibile trovare anche un DJ con musica alla consolle. Carino il soppalco che ospita altri tavoli e crea una zona “separé”.

I punti “critici” sono le luci soffuse che creano un ambiente poco adatto per esposizioni artistiche (le opere fotografiche appese alle pareti erano poco visibili), e le dimensioni ridotte per cui negli orari di punta come durante l’happy hour si rischia di non riuscire a sedersi o a muoversi dal tavolo.

Serata nel complesso originale e simpatica, con questo tocco artistico che ha reso il nostro Apéro più unico ed apprezzato che mai!

Da ripetere…  🙂

Twelve 

viale Sabotino 12 – zona Porta Romana

Tel. 02.89073876

Tram: 9, 24. Bus: 62, 77. Metro: Porta Romana (MM3)

http://www.twelvemilano.it/



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