Aperitivo del giovedì Milano

Apéro artistico particolarissimo all’HangarBicocca

Difficile descrivere le sensazioni provate al nostro ultimo Apéro all’HangarBicocca…sicuramente è stata un’esperienza unica ed emozionante per tutti!

Diamo innanzitutto il benvenuto alle “new entries” dell’Apéro: Pierangelo e Francesco!

 Pierangelo  Francesco

La prima scoperta e sorpresa per tutti è stata proprio lo spazio dell’HangarBicocca: pochi di noi lo conoscevano, e a torto, poichè si tratta nientemeno che del più grande spazio espositivo d’arte contemporanea in Europa!!! Purtroppo ancora misconosciuto a Milano sebbene sia presente sin dal 2004. Il principio è semplice e geniale: permettere laccesso libero a tutti, pertanto le visite alle mostre sono completamente gratuite! All’interno dello spazio è possibile fruire di stanze con giochi ed attività per i bambini, una sala di proiezione e consultazione di libri, ed uno spazio ristoro degno delle strutture europee più all’avanguardia: unire il principio del gusto per l’arte a quello dello svago, che invoglia a rimanere all’interno dello spazio espositivo concedendosi piacevoli momenti di pausa tra una visita e l’altra.

La particolarità dello spazio espositivo balza subito all’occhio e lo rende unico rispetto ad altri: le sale di esposizione sono completamente al buio. L’unica luce proviene dalle opere esposte, e questo contribuisce non solo a far risaltare le opere stesse rispetto al contesto, ma anche a creare una sensazione di “vuoto” che ci fa restare in sintonia con le opere stesse. Tutto lo spazio è stato ricavato da un’antica fabbrica, per cui potete immaginare le dimensioni! Anche se dall’esterno non sembra, è veramente enorme! A rendere maggiore questa sensazione di grandezza contribuisce il buio, che ci fa sentire piccoli piccoli e ci mette direttamente a confronto con le opere esposte.

E qui viene il bello: il curatore Andrea Lissoni ci ha guidato in un percorso unico alla scoperta di Apichatpong Weerasethakul, cineasta thailandese che ha vinto la Palma d’Oro al festival di Cannes nel 2010 con il film “Lo zio Boonmee che si ricorda le sue vite precedenti“.

 

Il curatore Andrea Lissoni

  

E la mostra “Primitive” esposta all’HangarBicocca racconta proprio l’esperienza dell’autore all’interno di uno sperduto villaggio thailandese alla ricerca delle tracce di vita del protagonista del suo film. Il cineasta rimase talmente colpito dalla storia di questo villaggio, che fu raso al suolo dal governo militare tra gli anni ’60 e ’80, da volerne riprodurre degli spezzoni di vita in forma di filmati, per catturare l’esperienza vissuta ed il modo di vivere degli abitanti.

E “Primitive” racconta proprio questo: un ritorno alle origini, ad un modo di vivere istintivo, primitivo, a contatto con la natura ed i valori profondi dell’uomo. Ricorrenti sono i temi del fuoco (ragazzi che calciano palle di fuoco, quasi a voler significare l’impossibilità di trattenere un passato che scotta, una figura che corre in un prato e che improvvisamente prende fuoco), il tema dell’alternarsi di luci ed ombre (fuochi d’artificio come fulmini che scoppiano in un clima horror, l’alternarsi del sorgere del sole e del tramonto), il tema della comunità e dell’amicizia (ragazzi che collaborano insieme per costruire una fantomatica “astronave” come simbolo di punto di incontro e nello stesso tempo via di fuga).

   

Il tutto rappresentato su diversi supporti visivi sparsi per tutto lo spazio, posizionati ad arte per creare diverse situazioni visive e suscitare di volta in volta emozioni differenti.

La visita si è conclusa con due eventi formidabili: la proiezione di un filmato “sunto” dell’opera dell’artista in una delle salette adibite alle proiezioni ed aperte ad hoc per la mostra, e l’accesso alla seconda sala espositiva, più grande della prima, dove sorge un’installazione fissa che lascia senza fiato: “I sette palazzi Celesti”, volgarmente chiamati “Le torri” di Kiefer.

Un’opera imponente installata all’HangarBicocca sin dal 2004, che cattura immediatamente lo sguardo. Le torri di Kiefer, realizzate con materiali da costruzione, rappresentano i “sette palazzi celesti”, simbolo del cammino di iniziazione dell’uomo che vuole avvicinarsi al cospetto di Dio secondo la religione ebraica. Sin dal primo sguardo sono capaci di suscitare nel visitatore emozioni diversissime, da una sensazione di orrore, ad angoscia, ma anche speranza, e non a caso. Le torri, infatti, vogliono significare la distruzione legata alla guerra ma anche la speranza per un futuro “ricostruibile”. Un significato profondo che l’autore ha saputo rendere tangibile anche con la scelta dei materiali e con il posizionamento, studiato ad arte, delle torri stesse e delle luci.

Inutile dire che questa visita ci ha lasciato qualche cosa dentro! Se non ci siete ancora stati, direi che vale proprio la pena di un salto, oltretutto, come già sottolineato, lo spazio dell’HangarBicocca è completamente gratuito e a disposizione di tutti!

E finalmente, ci siamo goduti un apprezzatissimo momento di relax al Dopolavoro Bicocca, il bar-ristorante all’interno dello spazio che offre brunch, cocktails, tapas per l’aperitivo e una vasta selezione di vini e birre artigianali! Decisamente ottimo! Indicato per una piacevole pausa all’interno dello spazio, ma accessibile anche dall’esterno indipendentemente dalla visita all’HangarBicocca. Prezzi vari per il bere e per le tapas (non c’è un vero e proprio happy hour), ma comunque accessibilissimi.

 

Si mangia, si beve e ci si rilassa all’HangarBicocca!

  

Ricordo il posto:

HangarBicocca

via Privata Chiese 2, zona Bicocca

Tel. 02 6611 1573

Tram: 31. Bus: 51, 87. Metro: Ponale (MM5)

Noi, invece, ci vediamo al prossimo Apéro giovedì 18 aprile 2013! Non perdetelo!!!



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